La Storia Dell’Arancia

postato in: Storia | 0

Secondo la mitologia greca la dote di Giunone, andata sposa a Giove, consistette in alcuni alberelli i cui frutti erano dei meravigliosi globi d’oro, cioè arance, simbolo della fecondità e dell’amore. Giove preoccupato che dei ladri potessero sottrargli quel dono prezioso, li custodì con uno straordinario giardino sorvegliato dalle ninfe Esperidi, mitiche fanciulle dal canto dolcissimo. Di qui il nome greco di esperidi dato a tutti i frutti degli agrumi. Portare questi globi d’oro agli uomini fu una delle fatiche che Ercole dovette compiere.
L’arancio dolce è l’agrume più coltivato nel mondo, grazie alla sua capacità di adattarsi a condizioni ambientali diverse, in ciò favorito dal gran numero di cultivar e di cloni. La storia dell’origine e della diffusione di questa pianta è molto dibattuta. Si hanno notizie della sua presenza già in tempi antichi in Cina, dove si ritiene si sia generato per mutazione dall’arancio amaro. Viene dato per certo che siano stati gli Arabi a introdurre gli aranci in Asia Minore, in Egitto, nel nord Africa e in Europa.
In Sicilia, durante la dominazione araba (IX-XI secolo d.C.) vennero impiantati aranci amari in così detti “giardini”, termine tuttora utilizzato ed evocativo della funzione ornamentale che inizialmente gli agrumeti ebbero nell’isola. Per quanto riguarda l’arancio dolce, secondo la maggior parte degli studiosi la coltivazione in Italia, in particolare in Sicilia e in Calabria, sarebbe cominciata verso il XVI sec. a seguito degli scambi commerciali con i portoghesi, per poi assumere rilevante importanza nel XVIII sec.
Ricche di vitamina C, alle arance rosse sono attribuite proprietà protettive dell’organismo e un’arancia al giorno ci fornisce tutto il fabbisogno quotidiano di vitamina C. Interessante anche l’utilizzo estetico, alcune nonne siciliane per combattere le prime rughe consigliano di tamponare ogni giorno il viso con mollica di pane imbevuta di succo d’arancia. Poi le arance sono ottime da mangiare a spicchi, oppure come ingredienti di preparazioni dolciarie e gustosi piatti, o quali specialità derivanti dalla loro trasformazione, marmellate e succhi freschi.

Fonte 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *